Linda Yuan lavora come sustainability manager, ma dedica una parte importante del suo tempo libero al Partizan Bonola, associazione sportiva nata nel quartiere Gallaratese, nel Municipio 8. Qui gioca a calcio e contribuisce a portare avanti un progetto che usa lo sport come strumento di coinvolgimento, sostegno e aggregazione.

Il Partizan Bonola, nato nel 2017, fa parte ​​della rete informale del calcio popolare milanese e nazionale. Non è una società sportiva come le altre. È fatta da tre squadre di calcio (​​una maschile a 11 che gioca in Prima Categoria​ FIGC, una maschile a 11 che gioca in CSI e una femminile a 7 che gioca in CSI) e una squadra di basket (maschile, che gioca in CSI). Attorno alle quattro squadre, però, ruota una comunità che organizza iniziative culturali, momenti di socialità e attività solidali. Dal 2023, tra le altre cose, promuove il Memorial Sorelle Boccalini, torneo di calcio femminile dedicato alle due sorelle che nel 1933 sfidarono il regime fascista per poter giocare a calcio. E porta avanti una scuola calcio gratuita intitolata a Manuela Tamagnini, aperta ai bambini e alle bambine del quartiere senza distinzioni di genere e di classe sociale. L’associazione però organizza anche raccolte alimentari, feste per il quartiere e altri momenti di inclusione per le persone che abitano il quartiere, arricchendo il tessuto sociale del terrotorio e rinforzando il senso di comunità.

Linda ha scelto di partecipare perché cercava un posto dove fare sport e contribuire a progetti sociali: al Partizan le due cose stanno insieme. Ci si allena, si organizzano eventi, si raccolgono risorse e si cerca di rendere lo sport accessibile a chi normalmente rischia di restarne escluso. I problemi, però, non mancano. Trovare spazi sportivi adeguati per periodi continuativi è sempre più difficile e i costi pesano sia sulle associazioni sia sui giocatori: molti bandi pubblici richiedono competenze e risorse che una realtà di quartiere fatica a sostenere. E intanto, racconta Linda, una parte delle persone che avrebbe più bisogno di accedere allo sport continua a rimanere ai margini.

Quando immagina una Milano in cui stare bene, Linda pensa a una città che lascia più spazio alle persone che alle automobili. Una città attraversata da mezzi pubblici efficienti, con posti e contesti in cui incontrarsi senza dover consumare qualcosa e capace di accogliere differenze e fragilità con maggiore naturalezza e simpatia.

Forse assomiglia un po’ a quello che succede già al Partizan nei giorni di allenamento, e in tutti gli altri. Correndo sul campo da calcio, sedendo sulle panchine o sugli spalti, organizzando attività per il quartiere, persone diverse tra loro si ritrovano nello stesso posto e scoprono di appartenere alla stessa comunità.

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Partizan Bonola

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