Cura e territorialità sono le parole che scandiscono la storia di Maria. Nella sua vita si dedica a tantissime reti, prima di tutto perché alcune si sono prese cura di lei. L’hanno coinvolta dandole fiducia e spazio, facendola crescere da tutti i punti di vista. Le realtà che le stanno a cuore partono tutte dal legame con il territorio: una cosa in cui credo molto. I luoghi fisici non sono un punto di arrivo ma di partenza. Sono i luoghi abitati dalle persone, anche da chi ha poca voce e non riesce a farsi sentire

Fa sentire la sua voce facendo parte del direttivo del Laboratorio di quartiere Giambellino-Lorenteggio”, un’associazione di promozione sociale che sostiene lo sviluppo della rete territoriale impegnata a combattere la frammentazione sociale e l’isolamento degli abitanti del quartiere. Sempre con la voce canta nel coro femminile delle Giambellissime, che anima gli eventi e le iniziative dell’associazione. È anche coordinatrice ed operatrice nella cooperativa Diapason, che si occupa di accompagnare minori in difficili condizioni nel loro percorso di crescita.

L’accoglienza e la comunità sono valori che le stanno a cuore: Mondo di Comunità e Famiglia e CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti) sono solo due tra i tanti contesti nei quali le mette in pratica. La prima realtà è composta da persone che vogliono vivere pienamente la propria vita a fianco degli altri nel mondo, non rimandando a un domani ideale ciò che è possibile fare oggi. L’associazione coordina diverse esperienze di vita comunitaria che hanno come comune denominatore la fiducia reciproca, l’accoglienza e la condivisione. La seconda è una rete nazionale di enti del Terzo settore. Qui Maria partecipa ai tavoli di discussione su migranti, caporalato e sfruttamento lavorativo. Quello che mangiamo non è indifferente, sono scelte nelle quali comunità e accoglienza possono risuonare. Per questo ha fatto parte di Seigas, un gruppo di famiglie che vogliono sperimentare un modello di economia diversa, sostenibile e più consapevole, basata sulla relazione che vede alleati produttore e consumatore. 

In tutte queste esperienze Maria porta la stessa attenzione: la cura delle persone, non come principio astratto ma come pratica concreta. È per questo che quando pensa al rapporto con le istituzioni chiede una collaborazione più profonda tra pubblico e privato: una collaborazione che ascolti davvero le storie delle singole persone e di chi nei territori c’è da tanto. Trovare una base comune a volte è difficile ma è solo con una comunicazione autentica che si può rispondere ai bisogni concreti.

La città che immagina ha due orecchie, una per ascoltare le necessità e un’altra per cogliere le proposte. Vorrebbe luoghi gratuiti e accessibili per i giovani, dove possano esprimere progetti, passioni o anche solo stare. L’importanza dell’idea di comunità si riflette nel tema della casa e nelle sue contraddizioni. C’è chi è dentro una casa senza contratto ma che un contratto lo vorrebbe sicuramente se la casa gli venisse garantita. Come possiamo fare per cambiare il vocabolario con cui leggere questi fenomeni?

Maria pensa alla sua strada: ampia, alberata, con un parco all’inizio e uno alla fine, una pista ciclabile al posto dei parcheggi, negozi di vicinato, una piazzetta per giocare a ping-pong e, in fondo, un centro di aggregazione giovanile. Una strada dove si sentono lingue diverse che conversano tra loro, parlando dell’ultima ricetta proposta all’Iftar o dell’ascensore che permette al vicino in carrozzina di andare a un concerto in Piazza Duomo: una città che non lascia indietro, ma impara ad accogliere.

 

Approfondimenti
Laboratorio di quartiere Giambellino-Lorenteggio Cooperativa Diapason Mondo di Comunità e Famiglia Seigas Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti

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