Angelo ha girato parecchio, in questi anni. Associazioni, progetti, reti informali — alcune ancora in piedi, altre svanite. Una delle cose che ama di Milano è proprio questa: la città ha una dinamicità rara, anche nelle cose non strutturate, quelle che non hanno bisogno di una forma associativa per esistere.

Dei progetti che gli sono rimasti tra le mani, tre gli stanno particolarmente a cuore. Il primo è la “Ciclofficina Nascosta”, nata nel 2022 all’interno di Cascina Nascosta. È una ciclofficina popolare: si va lì per imparare a prendersi cura della propria bicicletta, dalle riparazioni semplici a quelle più impegnative. Il principio è semplice — lo vedi, lo fai, lo insegni — e funziona così: la prima volta ti mostrano come si fa, la seconda ti danno una mano, la terza lo fai da solo. Nessun tesseramento obbligatorio, solo una donazione libera. Angelo sente che questo spazio crea comunità, perché la bici — che sia per una pedalata collettiva o per cambiare una camera d’aria insieme — mette in connessione le persone.

Poi c’è “Gole Critiche”, che viene da lontano: nasce nel 2011 dalla Critical Mass, il raduno ciclista che Angelo ha frequentato per anni. Da quella grande comunità fluida, sempre diversa, sono nati tanti progetti. Uno era il Bicibus, per accompagnare la gente ai concerti in bicicletta. Un altro è diventato Gole Critiche: l’idea era replicare lo spirito della Critical Mass – riprendersi la strada in gruppo – con la musica. Cantate collettive per le strade, eventi aperti a tutti, anche ai turisti, anche a chi non sa nemmeno chi fosse Fabrizio De André, il protagonista di uno degli appuntamenti fissi del gruppo. Il progetto ha quindici anni, e ha vissuto momenti di contrazione fisiologica, il Covid, periodi di poca energia. Ma continua a tornare, ogni volta che qualcuno lo scopre e dice: si può fare anche più spesso. È successo di nuovo negli ultimi mesi.

Il terzo progetto è “Love Me Tandem”, una ditta individuale di Angelo nata attorno al tandem come mezzo inclusivo. Il tandem gli piace perché obbliga alla cooperazione, a trovare una sintonia con l’altro. E soprattutto perché apre porte: Angelo ha lavorato con ragazze con disabilità visiva, ha fatto formazione per accompagnatori, ha costruito una comunità — la chat TandemAlDomm — che mette insieme persone che non possono pedalare da sole e persone disposte a fare da pilota. Le pedalate inclusive prevedono anche la scelta dei percorsi: tappe fruibili con tutti i sensi, non solo la vista.

Angelo fa anche parte della Consulta Mobilità e Accessibilità come Milano Bicycle Coalition. Un’esperienza faticosa: il primo anno è stato difficile, gli incontri sembravano sterili, le istituzioni poco presenti. Ma ci crede ancora, e sta lavorando perché chi verrà dopo di lui trovi una Consulta più solida, con ruoli e responsabilità più definiti. In tutti questi anni ha capito una cosa: la bici non è solo mobilità. È salute, è inclusione, è relazione. E quando immagina una città diversa, pensa a Parigi — non a un rendering, ma a foto reali di strade restituite alle persone, al verde, ai bambini.

Una città più silenziosa, dove il suono prevalente è fatto di voci umane, e non di motori.

 

Approfondimenti
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