
Cascina Conti, nucleo originario del quartiere Greco Pirelli, è il cuore di Big, Borgo intergenerazionale, l’housing sociale di Coop ABCittà.
Cristian è il presidente della Coop e il responsabile del progetto di rigenerazione urbana. In 25 alloggi, la cascina accoglie anziani autonomi, genitori single segnalati dai servizi sociali e ragazzi che escono da casa. Oltre all’alloggio, il progetto prevede la condivisione di spazi comuni e servizi condivisi.
Cristian non ha l’auto da vent’anni. L’ha venduta quando si trasferito a Milano e va a lavorare in bici sulla pista ciclabile della Martesana. Arriva a Big verso le otto e mezza del mattino e ci sta fin quando è utile. A volte finisce presto. A volte finisce tardi perché ci sono eventi anche di sera.
Quando passo in piazza controllo sotto le arcate ferroviarie le persone che ci dormono. Quante sono, chi sono, se le conosco. Alla fontanella, saluto quelle che conosco. Oggi, ad esempio non c’era Ismail. E mi sto chiedendo dov’è.
Gli uffici sono all’interno, al piano di sopra. Al piano di sotto ci sono gli spazi comuni e c’è sempre un po’ di viavai. Oggi ad esempio è arrivata la polizia locale per fare un sopralluogo. Ho segnalato loro che c’era quella signora per cui ieri abbiamo chiamato l’ambulanza ma non era voluta andare via. Loro hanno insistito di più e sono riusciti a convincerla. In questo caso, oggi c’è stata una bella interazione con l’istituzione.
Cristian conosce bene il quartiere e le persone che abitano la strada. Il Centro Sammartini, punto di accesso ai servizi per le persone senza fissa dimora, è a due passi.
Indirizziamo le persone verso il centro. Spariscono, poi tornano. In estate le condizioni peggiorano, si picchiano e tutto concorre a quel senso di insicurezza in comune con tanti posti della città. Qui non facciamo eccezione.
Ma a Big si vive bene. Per i genitori single c’è un piano educativo speciale costruito appositamente per ciascuno di loro. C’è chi deve completare la formazione per avere un lavoro o chi deve inserire il bambino o la bambina a scuola. E poi vengono riempite di significato le dieci ore di volontariato che danno i giovani, offrendo delle occasioni di interazione interna in senso intergenerazionale e di aiuto.
Quella che va per la maggiore al momento sono ore di babysitteraggio.
Gli anziani fanno volontariato pur non essendo obbligati: gestiscono, insieme con i ragazzi, la biblioteca di condominio.
A Big si vive così bene che è difficile andarsene.
Se hai finito di studiare e hai un lavoro ancora precario, rimani finché il tuo lavoro ti permette di accedere a un appartamento migliore. In media le persone stanno due o tre anni. Ma a Milano, oggi, non esiste una filiera verso l’autonomia abitativa sostenibile: quando i giovani escono dal progetto di Housing non c’è un’offerta abitativa cittadina.
La gente che esce da Big, esce anche dalla città. E questo è triste.
E poi ci sono i problemi di ordine quotidiano. La corte è pubblica e diventa quasi una piazza pedonale. È da quando siamo qui che chiediamo al comune di mettere semplicemente un cartello che dice che non si può passare con i motorini e con le auto.
Ma non c’è stata risposta. Abbiamo addirittura fatto un’azione culturale per mettere dei cartelli autoprodotti da noi e, in accordo con il comune, li abbiamo fatti passare come elementi decorativi artistici. Perché non si riesce a mettere un cartello vero.
E poi c’è il problema della sicurezza. Gli stessi vigili di zona hanno fatto uno studio sulla corte e hanno inviato all’assessore la richiesta della posa di una videocamera per evitare che dallo schiamazzo si passi allo spaccio. È rimasta inevasa.
Ma Cristian e i suoi non si fermano e organizzano eventi per tutto il quartiere: il Fringe Festival per la prima volta a Greco, il cinema all’aperto con Cinevan e Milano Film Festival, cose che rendono gli spazi pubblici vivi.
Due settimane fa abbiamo fatto una specie di festival, abbiamo solo messo fuori i nostri tavoli da ping pong, un calcetto, una rete da pallavolo e in piazza c’erano tutte le fasce di età. C’erano anche i ragazzi che fanno casino di notte, ma hanno abbassato la musica e si sono alternati con noi, hanno giocato tutto il tempo al ping pong, hanno dimenticato il calcio e ha funzionato benissimo per tutta una giornata. La sera abbiamo proiettato un film. Alcuni senza fissa dimora si sono fermati con noi. Non vedevano un film da cent’anni.










