
Non sa nascondere le emozioni, Giacomo. Mentre parla rabbia, dolore, indignazione lo attraversano come onde mentre dipana ragionamenti lucidissimi. Il contrasto ha grande impatto su chi lo ascolta.
Giacomo si dedica a diverse comunità ha un forte legame con il territorio in cui vive, tra via Padova e viale Monza. Gran parte della sua attività alla fine confluisce in Abitare in Via Padova, un collettivo di abitanti nato circa cinque anni fa per difendere il diritto all’abitare nel quartiere. L’idea è nata da una riflessione condivisa con alcune associazioni che da decenni lavorano nel territorio, ovvero che tutto il lavoro di cura del quartiere – dalle attività per i bambini alla costruzione di reti sociali, fino alla valorizzazione degli spazi pubblici doveva servire prima di tutto a chi vive lì, non diventare uno strumento per aumentare il valore degli immobili e rendere il quartiere sempre meno accessibile ai suoi abitanti.
Giacomo vibra di indignazione mentre racconta alcuni casi ha incontrato: Ho conosciuto tante famiglie che vivono in due nuclei dentro un bilocale: una famiglia dorme in cucina, l’altra nella camera da letto. Ho visto case con topi, muffa, caldaie rotte. Ho conosciuto persone che hanno davvero rischiato di finire per strada. E no, non è vero che se hai dei bambini questo non può succedere! Magari ti mandano in albergo per un mese, oppure in una comunità, ma questo significa spesso separare una famiglia. Sono storie molto pesanti. E da quando ho dei figli mi identifico ancora di più.
Un’altra delle comunità di cui si sente parte è quella che ruota attorno alle scuole del Parco Trotter. I suoi due figli frequentano lì la scuola dell’infanzia da tre anni e intorno alla scuola si è creato un mondo molto vivo. Il Parco funge un po’ da “Genius loci” di quella parte di città.
Ci sono luoghi che rendono molto più facile costruire relazioni, spiega. Il Parco Trotter è uno di questi. Non è che ti obblighi davvero a incontrare gli altri, ma rende molto difficile sottrarsi. Anche se non sei una persona particolarmente espansiva o impegnata nell’associazionismo, prima o poi vieni coinvolto. C’è il comitato genitori, ci sono i corsi di italiano, la biblioteca, le feste dei bambini: gran parte della vita della scuola si svolge lì e l’incontro diventa quasi inevitabile.
I quartieri intorno a via Padova hanno una lunga storia di immigrazione. Sono stati tra i primi poli dello sviluppo industriale milanese, e sono arrivati, in epoche diverse, lavoratori da varie parti d’Italia e successivamente dal Marocco, dall’America Latina, dalle Filippine e da molti altri Paesi. In qualche modo esiste un’identità migrante che continua a caratterizzare questi luoghi.
Le relazioni più strette nascono tra persone che si somigliano per storia e condizioni di vita, però avere costruito un piccolo gruppo di genitori ha dato anche la forza di allargarlo, cercando di coinvolgere famiglie con percorsi e nazionalità diverse. In questo la scuola è fondamentale: sono i bambini a fare il lavoro più importante, perché costruiscono legami in modo spontaneo. Ritrovarsi anche fuori dalla scuola permette però di rafforzare quei rapporti tra le famiglie e, seppure ancora troppo raramente rispetto a quanto vorremmo, di intercettarne i bisogni.
Naturalmente questo non significa che ci sia automaticamente inclusione o che non esistano tensioni. Anzi, spiega Giacomo, i problemi sono tanti e sarebbe sbagliato romanticizzare via Padova. Però crede che la storia abbia lasciato un segno.
La Milano che sogna? Sono rimasto a vivere a Milano perché mi piace stare in mezzo alle persone. Certo, ogni tanto vorrei che sparissero tutti, ma in generale io vivo in città perché voglio relazioni, prima ancora che offerta culturale. E le relazioni funzionano solo se anche gli altri stanno bene. Vorrei una città in cui anche la persona più fragile abbia, più o meno, le stesse possibilità che ho avuto io. Per questo la questione dell’abitare torna sempre. È davvero centrale. Puoi avere tutto il resto, ma la casa è la base su cui costruisci qualsiasi progetto di vita.
















