
Silvio riempie lo spazio come fosse un albero. Solido, un po’ ruvido, orgogliosamente segnato dalle stagioni, pieno di vita. Quando parla, però, la voce ha una gentilezza diretta, quasi ostinata, e un’umiltà autentica e disarmante: non ti rubo altro tempo perché avrai sicuramente persone con storie più interessanti da sentire, dice alla fine della nostra chiacchierata.
La storia che mi racconta comincia quando a quattordici anni, con gli scout, è diventato volontario al “Bosco in città”, in un’epoca in cui il volontariato ambientale era ancora qualcosa di piuttosto insolito. L’aveva appassionato fin da subito dal legame tra un’idea forte — creare un bosco, dal nulla, a Milano — e un’azione concreta capace di renderla realtà. Il “Bosco in città”, più avanti, è diventato il suo lavoro; ma a partire dalla partecipazione che è sempre stata nel DNA di quel progetto, Silvio non ha mai smesso di andare oltre, per essere semplicemente un cittadino attivo.
Oggi, collaborando con altri volontari, continua a fare le stesse cose di sempre: stare nei parchi, colmare i vuoti – di formazione, competenze, attrezzature, macchinari. Così, aiutando a generare progetti che fanno mettere in gioco le persone, ha contribuito alla nascita e alla crescita di quasi tutti i giardini condivisi di Milano. La sua filosofia è che se c’è un albero da piantare, prima bisogna capire dove, poi preparare il suolo, poi coinvolgere chi ci vive accanto. È successo così, per esempio, al Parco Segantini: mesi di lavoro e di presenza nel quartiere, e la piantumazione vera e propria arrivata alla fine, come un punto fermo. Anche pulire, per Silvio, è qualcosa di più del semplice pulire. È prendersi cura. È tornare in un luogo e dirgli, con i fatti, che qualcuno lo considera degno di attenzione.
Il punto è sempre fare in modo che le persone si sentano protagoniste. Utili. Capaci. Se questo scatto avviene, la partecipazione diventa autentica. Se rimane in superficie, si spegne in fretta. Per spiegarlo, ricorda un episodio in cui in una via della città la presenza di roulotte e una situazione di degrado aveva fatto arrabbiare i residenti, che attraverso un comitato locale aveva deciso di installare grandi fioriere per impedirne la sosta. Silvio era stato coinvolto nella discussione e aveva subito sollevato una domanda: chi se ne occuperà? Il Comune aveva garantito i vasi e l’acqua, ma l’impegno del comitato era svanito in fretta, e l’amministrazione era dovuta intervenire di nuovo per salvare le piante abbandonate.
La partecipazione, dice Silvio, richiede senso del dovere. Richiede di mantenere la parola data. C’è l’abitudine, radicata e comoda, di pensare che ogni problema della città sia responsabilità esclusiva del Comune. Invece la partecipazione vera assomiglia a un giardino dove lavorano sia il giardiniere, sia il proprietario di casa. Ognuno deve lavorarci con costanza, o lo sforzo si vanifica.
La città ideale non è quella che mette una pezza al singolo problema, ma quella in cui le istituzioni sanno dare risposte collettive e coordinate. Un’esperienza significativa in tal senso è quella avviata nell’area di Porto di Mare con il progetto “L’unione fa la forza”. In quell’occasione la Prefettura ha chiamato a collaborare Forze dell’ordine, enti del Terzo Settore e soggetti del territorio, definendo compiti e responsabilità di ciascuno. L’aspetto più interessante è che al primo posto non è stato messo il recupero fisico dell’area, ma il recupero socio-sanitario delle persone che la abitavano. Anche le associazioni hanno contribuito a orientare il progetto. Italia Nostra, per esempio, ha sottolineato l’importanza di riportare i cittadini in quell’area, non limitandosi a organizzare interventi di pulizia ma creando occasioni di presenza, conoscenza e partecipazione.
La città che sogna è quella che si prende cura contemporaneamente dei luoghi e delle persone: dove ciascuno fa la propria parte e dove le diverse competenze si uniscono per costruire soluzioni condivise e durature. Lui lo fa da quando aveva quattordici anni, in un bosco che allora era appena nato.
























